12 settembre 2019

L'età giusta per operarsi di cataratta

 
 
 

Sono sempre più numerose le persone che scelgono di sottoporsi ad un intervento di cataratta prima che questa sia evoluta.

Fino a qualche anno fa questo tipo di intervento si faceva quasi esclusivamente agli ultrasettantenni. Ora anche se cinquantenni e specialmente se affetti da difetti refrattivi quali astigmatismo, miopia o ipermetropia, si può intervenire con l’operazione di sostituzione del cristallino nella fase iniziale di opacizzazione e contestualmente correggere i difetti refrattivi e quindi eliminare la dipendenza dagli occhiali.

Dottor Scuri, è giusto intervenire in tempi così precoci sulla cataratta?

«Operarsi di cataratta fino a qualche decennio fa comportava un lungo periodo di disagio per il paziente: la degenza in ospedale e soprattutto i lentissimi tempi per recuperare la capacità visiva. Grazie alle tecniche di intervento odierne, che combinano la facoemulsificazione con l’utilizzo del laser a femtosecondi, l’operazione di cataratta ha una durata di pochi minuti e viene eseguita in anestesia locale topica tramite la somministrazione di alcune gocce di collirio anestetico. Ciò permette al paziente di tornare a casa subito dopo l’intervento, recuperare la capacità visiva in tempi rapidissimi e quindi di tornare alle attività quotidiane nel giro di qualche giorno. Gli straordinari risultati di questa tecnologia combinata a cristallini sempre più sofisticati creano le condizioni per un’anticipazione dei tempi».

Ci sono controindicazioni?

«Come in tutti i casi, è opportuno che la decisione venga comunque presa dopo un’accurata visita oculistica. Più si ritarda l’intervento di cataratta più il cristallino si indurisce, intervenendo precocemente si hanno meno probabilità di riscontrare complicanze».

 
 

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