7 marzo 2019

Cataratta, di cosa si tratta e come si risolve il problema

Oltre i 65 anni colpisce circa la metà della popolazione

L’allungamento della vita media ha portato a un aumento dei casi di cataratta, tanto che oggi questo è uno degli interventi chirurgici più eseguiti al mondo. Al contrario di quanto talvolta si può pensare, infatti, la cataratta non è una sorta di velo che scende sopra l’occhio ma è una progressiva ossidazione, disidratazione, inspessimento e opacizzazione del cristallino, ovvero la lente situata all’interno del nostro occhio, appena dietro all’iride.

La cataratta causa una perdita della vista, che non può essere corretta con occhiali o lenti a contatto. Può essere poco densa e annebbiare quindi la visione specie alla guida di sera, oppure assai densa e fonte quasi di cecità.

La cataratta è un problema molto diffuso. Si tratta infatti di un problema che oltre i 65 anni colpisce circa la metà della popolazione e addirittura il 90% dai 75 anni in su.

Oggi non esiste un trattamento farmacologico valido per prevenirla o evitarla, essa quindi può essere risolta solo con un intervento chirurgico, solo in Italia vengono eseguiti oltre 500.000 interventi ogni anno.


La chirurgia.

Per quanto preoccupante la parola “cataratta” possa sembrare, la moderna chirurgia oculistica può ripristinare la visione persa a causa della cataratta, e spesso può anche ridurre la dipendenza dagli occhiali. Sino a trent’anni fa i tempi di recupero erano di numerosi mesi ed un recupero funzionale era possibile soltanto con occhiali di gradazioni superiori alle dieci diottrie.

Durante la moderna chirurgia la lente all’interno dell’occhio divenuta opaca viene rimossa e sostituita con una lente artificiale che ripristina la visione nitida e permette un recupero visivo in tempi molto rapidi.

In alternativa alle lenti standard le lenti “Premium” consentono, in sede operatoria e contestualmente all’eliminazione della cataratta, anche la correzione dei difetti refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia).

È importante diagnosticare in tempo la presenza di una cataratta per evitare che progredisca troppo diventando più opaca e dura, rendendo quindi più complicato e difficile l’intervento.

Il paziente deve rendersi conto che l’evoluzione della cataratta è un processo continuo: è necessario quindi che consulti uno specialista e valuti sotto la sua guida il momento migliore per effettuare l’intervento.

Nuove frontiere.

Le nuove frontiere della medicina hanno permesso di mettere a punto un nuovissimo laser a Femtosecondi, che permette di eseguire l’intervento di cataratta con maggiore precisione in alcune importanti fasi chirurgiche oltre che con minor trauma dei tessuti oculari e contribuisce ad un miglior posizionamento del cristallino artificiale, e ad ottenere risultati visivi quindi più prevedibili.
Questo è molto importante quando vengono utilizzati cristallini artificiali Premium per ridurre al massimo la necessità di utilizzare gli occhiali dopo l’intervento.

La procedura viene eseguita in day surgery (ricovero con dimissione in giornata) in anestesia topica, ovvero tramite la somministrazione di alcune gocce di collirio anestetico e permette di tornare subito a casa dopo l’intervento.

Le fasi dell'intervento.

La chirurgia della cataratta è uno degli interventi più eseguiti al mondo ed è uno dei più sicuri ed efficaci. Tuttavia, anche l’esito di questo intervento dipende molto dall’abilità del chirurgo, dalla sua esperienza e capacità.

La chirurgia della cataratta prevede l’esecuzione di due piccolissime incisioni: il tunnel di accesso principale, da dove viene aspirato il cristallino e impiantata la lente artificiale, e quello di servizio utilizzato per far ruotare il cristallino durante l’aspirazione.

Le due piccole incisioni vengono eseguite nella zona dove la sclera (la parte bianca dell’occhio) incontra la cornea (la lente trasparente esterna). Il nucleo del cristallino è circondato da una capsula molto sottile e trasparente, la cui porzione anteriore viene rimossa (capsuloressi) per consentire l’accesso al nucleo catarattoso. La parte restante della capsula viene lasciata intatta in quanto serve per ospitare la nuova lente artificiale. In seguito, il nucleo del cristallino viene prima ridotto in frammenti più piccoli e poi aspirato.

L’intervento della cataratta si conclude impiantando la lente artificiale all’interno della capsula.

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