Occhio secco

Con la definizione di occhio secco si intende un’alterazione del film lacrimale, per qualità o per quantità, che non risulta essere più in grado di mantenere sana e protetta la superficie anteriore dell’occhio.

Le lacrime hanno il compito di svolgere alcune fondamentali funzioni:

  • Nutritiva: le lacrime permettono di garantire un corretto apporto di ossigeno e sostanze nutritive per un adeguato turnover delle cellule della superficie oculare.

  • Antimicrobica: la presenza di anticorpi ed enzimi garantisce una potente azione difensiva nei confronti delle aggressioni esterne.

  • Pulente, lubrificante e ottica: ogni qual volta si verifichino delle alterazioni nella quantità/qualità delle lacrime, vengono di conseguenza perse queste particolari caratteristiche esponendo l’occhio ad un maggior attrito (determinato dal movimento palpebrale) e ad un maggior rischio di infezioni.

I sintomi che caratterizzano l’occhio secco sono diversi: senso di corpo estraneo, sensazione di sabbia nell’occhio, occhi secchi al risveglio, bruciore, fotofobia (fastidio alla luce), senso di occhio bagnato, prurito, dolore all’apertura palpebrale al risveglio. Tipicamente la sintomatologia soggettiva è aumentata da condizioni ambientali avverse (vento, caldo secco) o da un microclima sfavorevole (fumo, aria condizionata, riscaldamento).

La Sindrome dell’occhio secco  è una patologia comune che colpisce molte persone, con una prevalenza correlata all’età. Le condizioni della vita moderna (lavoro a videoterminale, guida automobilistica, luce artificiale, inquinamento atmosferico, uso di lenti a contatto) rendono questa patologia ancora più fastidiosa e frequente. In Italia ne soffre il 25% della popolazione generale, ma questa sindrome colpisce soprattutto le donne dopo i 45 anni (50%) e quelle in menopausa (90%).

In generale la secchezza oculare è associata a una alterazione del film lacrimale derivante da una produzione insufficiente di lacrime o da una loro cattiva qualità con un conseguente eccesso di evaporazione di quest’ultime (forma evaporativa).

La patologia nella forma evaporativa rappresenta l’80% dei pazienti affetti da secchezza oculare. Essa è principalmente dovuta all’assenza o all’insufficienza dello strato esterno lipidico del film lacrimale, secreto dalle ghiandole di Meibomio.

Le opzioni terapeutiche tradizionali consistono in una corretta igiene palpebrale con impacchi caldi e massaggi del bordo palpebrale, colliri cortisonici, unguenti, antibiotici, fermenti lattici ed integratori.

La terapia piú innovativa e efficace consiste nella nuovissima IRPL (Intense Regulated Pulsed Light).
Questo dispositivo di ultima generazione genera un nuovo tipo di luce pulsata policromatica che stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.

 

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